…e poi all’improvviso sei arrivata tu, bella come un papavero nel grano maturo ad offuscare con la tua bellezza il mondo intorno a te.
Me compreso che quasi trasognato e a bocca aperta ti osservavo nelle tue movenza flessuose da gatta.
Il tuo modo di guardare con la testa leggermente reclinata così sexy.
I tuoi occhi parevano trapassarmi mentre, preso il coraggio a tre mani (pure quattro), ti chiedevo se non fossi tu Francesca facendo una gaffe che sfiorò il soprannaturale giacché il tuo nome non è Francesca.

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