Come un antico aratro, la stilla scava la ruga
e il labbro cerca sollievo nella goccia
che raddoppia l’arsura nella gola tesa.
Vorrei risposte dai ventricoli.
L’aorta tace un silenzio di gesti e ciglia
e mucillagini rivoltate come un vecchio abito
dismesso.
Da troppo tempo il tremito alle palpebre
è sincronico ai conati del cuore
e a nulla pare serva cercare un modo
di levare la mala spina infissa nell’orecchio.
Batte e martella sempre, operaia tenace,
allo scadere del tempo barbaro ed anche oltre
tra la mia mano incerta ed il mio viso.
30 aprile 2009
è sincronico ai conati del cuore
e a nulla pare serva cercare un modo
di levare la mala spina infissa nell’orecchio.
Batte e martella sempre, operaia tenace,
allo scadere del tempo barbaro ed anche oltre
tra la mia mano incerta ed il mio viso.
30 aprile 2009
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